Sab. Mag 25th, 2019

Parte 5: Via di trasporto merci

Le barche maggiori erano chiamate cagnone: lunghe 23,50 m, larghe 4,75 m e portavano da 40 a 50 tonnellate di merci.

Via di trasporto merci

Il Naviglio Grande cominciò ad essere utilizzando come via navigabile nel 1272, anno in cui terminarono i lavori di ampliamento e di abbassamento del fondo voluto dal Podestà di Milano, Beno dè Gozzadini.

Una volta allargato e reso più profondo, il naviglio poteva essere navigato da grosse barche, come quelle provenienti del Lago Maggiore; per questo motivo, probabilmente, prese l´appellativo di Grande e nell´Ottocento venne definito “il primo canale navigabile del mondo moderno.”

I vantaggi arrecati da questo canale al Milanese – scrive il Bruschetti – indipendentemente da quelli di un´immensa irrigazione e di altri usi delle acque, sono incalcolabili. L´aperta navigazione tra Milano ed il Lago Maggiore non si limitò a facilitare i trasporti del piccolo commercio che si faceva prima per via terra da quella parte del Milanese colla Capitale. Essa vi diede vita ad un´infinità di nuovi rami di commercio, vi contribuì sensibilmente alla felice rivoluzione avvenuta appunto a quell´epoca nella sua agricoltura, e vi ebbe un´influenza diretta sull´origine e sui progressi di tutte le altre arti …in una parola, il Naviglio Grande, fin dall´epoca in cui fu usato la prima volta per la comunicazione dal Ticino a Milano, è divenuto la prima ricchezza del Milanese.

Fra i materiali occorrenti alla costruzione di case e monumenti trasportati a Milano dal Naviglio Grande, è notissimo che, circa un secolo dopo la sua apertura, vennero trasportati i marmi necessari a costruire il Duomo di Milano. A questo proposito il Cantù riferisce:” Al Naviglio Grande crebbe importanza la fabbrica del Duomo; il cui marmo traevansi dalla Gandoglia sulla dritta del Verbano e sulla sinistra della Toce, barcheggiavasi pel naviglio fin dove ora è porta Ticinese.”

Le barche maggiori erano chiamate cagnone: lunghe 23,50 m, larghe 4,75 m e portavano da 40 a 50 tonnellate di merci.

Durante la Signoria dei Visconti, l´opera del naviglio derivato dal Ticino si andò sempre più perfezionando, adattandolo a condurre maggior quantità di acqua sia per la navigazione, che per una più estesa irrigazione delle terre.

Con la vendita da parte del Governatore Massimiliano Sforza nel 1515 alla città di Milano del Naviglio Grande i dazi vennero aboliti. In loro sostituzione furono introdotti i diritti di navigazione, che venivano percepiti dalle autorità cittadine, alle quali spettava l´obbligo di mantenere e curare il Naviglio per il suo uso migliore. La vendita non fu mai riconosciuta dal re di Francia e tanto meno, qualche anno dopo, dai nuovi governanti spagnoli. Il gettito dei diritti sui navigli tornarono subito statali con Francesco I. Gli Spagnoli richiamarono tutta la legislazione vigente ai tempi dei Visconti e degli Sforza e tornarono così i vari dazi sulle merci, il dazio della Conca e il dazio della Catena che, per far fronte alle sempre crescenti e continue spese di riparazione dei navigli, vennero anche raddoppiati.

La situazione non cambiò molto col regime politico austriaco, tanto che molti storici indicano proprio nel dazio della Catena, che non interessava solo il Naviglio Grande, la causa del decadere del commercio appena iniziatosi su un´altra via d´acqua: il Naviglio di Pavia, inaugurato nel 1819.

Il tratto che separa il Naviglio Grande dal Lago Maggiore scende da Sesto Calende a Tornavento dalla quota di circa 192 m a quella di 145 m circa. Con un dislivello quindi di circa 47 m che vengono assorbiti dalla corrente alla medie di 2 m per chilometro contro i circa 0,66 m tra Tornavento a Milano. Ciò rese sempre più pesante per gli animali il traino delle Cobbie (complesso di una dozzina di barche tra grosse e mezzane), in salita Milano-Tornavento-Sesto Calende.

Le Cobbie venivano trainate, da Milano a Castelletto di Abbiategrasso, da 12 cavalli impiegando circa 24 ore; a Castelletto la Cobbia si dimezzava e i 12 cavalli venivano impiegati per condurre la prima metà della Cobbia fino a Tornavento; i cavalli retrocedevano quindi a riprendere la seconda metà dei comballi. Da Tornavento sino a Sesto Calende la suddetta Cobbia delle 12 barche giungeva a destinazione con la stessa manovra. Nel viaggio da Milano a Sesto, nel 1800, occorrevano ordinariamente anche un paio di settimane.

In salita, la navigazione si effettuava facendo trainare i natanti da cavalli o anche da uomini; questi mezzi di trazione, che rimasero sino ai primi anni del novecento, verranno poi sostituiti da trattori. Né l´utilizzo dei trattori né l´abolizione delle tasse di navigazione, decretata nel 1879, valsero a tenere in vita l´attività delle barche corriere, il cui declino era già cominciato nel 1840, quando vennero istituiti regolari servizi di diligenze o più tardi con l´introduzione di mezzi di locomozione a vapore.

Con il secolo XX, mentre tendono a ridursi le barche-corriere per la concorrenza di nuovi mezzi di comunicazione (treno e tram), il trasporto sul Naviglio Grande continua ad essere conveniente per alcune merci, il primo luogo la sabbia, ma anche la ghiaia e mattoni che rimase attiva, con una testimonianza da parte dell´ufficiale idraulico di Castelletto, fino al 1970.