Gio. Set 16th, 2021

Parte 6: Canale di irrigazione

Come canale d´irrigaione, il Naviglio Grande è ancora oggi fra i maggiori del mondo ed il più importante della Lombardia per la costanza del suo grande volume di acqua.

La costruzione del Naviglio Grande e il canale della Muzza, di poco successivo derivato dal fiume Adda, hanno dato vita ad un´opera veramente provvidenziale che, in tempi ancora di barbarie (secolo XII), si distingueva per lo speciale ingegno costruttivo e mirabile intuito per creare delle via navigabili dal Ticino e dall´Adda e per fecondare, con l´irrigazione, le vaste pianure alluvionali intorno a Milano. Era questa l´epoca in cui si diffuse fra i proprietari residenti in pianura la consuetudine di lasciar scorrere nei propri terreni le “altrui acque” utilizzandole anche per muovere le ruote idrauliche: lungo i corsi d´acqua sorgevano infatti mulini, caseifici e opifici.

Come canale d´irrigazione, il Naviglio Grande è ancora oggi fra i maggiori del mondo ed il più importante della Lombardia per la costanza del suo grande volume di acqua. Da questa irrigazione nacque e crebbe l´agricoltura Lombarda, origine prima della prosperità della regione. Il Bruschetti riferisce infatti che, in seguito ad una piena straordinaria del Ticino nell´agosto del 1585, furono rotte le opere di presa del Naviglio Grande ed interrotto il corso delle acque e mancante la navigazione e l´irrigazione, mancarono subito le vettovaglie della città, i prati restarono aridi, i risi, i migli, i linai si perderono e le molina cessarono di macinare, né si sentiva altro fra il pubblico ed i privati che proteste di danni patiti, e la città insomma rimaneva come assediata.

Si dovette regolamentare l´uso delle acque che defluivano da decine di bocche, cioè prese di derivazione, verso la campagna. Alcune, come la Mischia presso Vermezzo sono antichissimi rivi alimentati da sorgive, poi intersecati dal Naviglio. Ragioni d´equità vollero che gli utenti di quelle acque fossero confermati nei loro precedenti diritti: così si stabilì, proprio per la Mischia, con una sentenza del 23 agosto 1297 pronunciata dai Maestri delle Acque del Comune di Milano, in favore della famiglia Pozzobonelli, che da tempo immemorabile si serviva del corso d´acqua per i suoi mulini a Vermezzo.

Ma non si potevano eleggere giudici ad ogni controversia; era necessaria un´autorità preposta esclusivamente al controllo delle acque, per prevenire abusi e liti. E infatti dopo il 1271 si ha notizia che il Consiglio dei Consoli della Società dei Capitani, della Motta e della Credenza delega alla cura delle acque del Ticinello e del Naviglio di Gaggiano quattro persone, due preti e due laici, con piena facoltà di fare tutto quanto ritenessero necessario per la miglioria di tali corsi d´acqua, come far mettere beveraggi, costruire o togliere chiuse, farle alzare o abbassare, ad utilità dei mulini; dovevano poi ripartire i gravami tra coloro che ricevevano vantaggio dal nuovo canale, in modo da costituire un fondo per i mutui contratti per il compimento dell´opera e devolvere parte dei proventi alla manutenzione ed al miglioramento dell´opera stessa. Nessuno doveva recar loro offesa e tanto meno impedirne l´esercizio delle funzioni. Gli Officiali erano coadiuvati da un Camparo del Naviglio, cioè da un´autorità ad essi subalterna, che materialmente vigilava giorno e notte l´argine per prevenire frodi.